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May 19 approvolata dei lavoratoriTralasciando l'immensità dello studio che mi sta assalendo und sovrastando in questi giorni più o meno funesti, andrò a rimembrarvi, cari formaggini-susanna, del mirabilante ponte del Primo Maggio. In quei giorni, come preannunciatovi, ho rivisto le mie adorate provolette formiane.. ma.. non andammo all together in Liguria, oh no, e nn a causa del tempo.. bensì:
1. e se poi c'è nuvolo: che diamine combiniamo?
2. Piani d'Ivrea nn offre molte attrattive
3. potremmo morire congelate per il primo bagno della stagione
4. bisogna scarpinare assai per giungere alla civiltà
5. Daisy nn ci sta nel bagagliaio
...
Insomma, di comune accordo, restammo allegramente in Padania. Ma andiamo con ordine..
La mattina del primo maggio, io e l'uomo di casa ci inoltrammo nella brughiera in mezzo agli zingari per giungere a Cesano Boscone, ove vivono gli zii delle provole. Viaggio piuttosto semplice, grazie alla sciura del Garmin che, almeno stavolta, aveva deciso di nn farci perdere.. caaara. Saluti e stritolamenti a parte, siamo tornati a casa dalla Mars e, dopo una bella e sana ciciarata, ci siamo messe a cucinare messicano. lol. E pancia mia fatti capanna, direi.
Dopo il lauto pasto, presa Yayà, siamo andate alla mitica Giardineria, sede del Pogona (ormai, ahimè, non più baby, ma già adulto) e, subito dopo, a girovagare per Magenta City. E un bel gelatozzo al parco di Casa Giacobbe direi che ci stava proprio.
La sera, megasfidone alla Wii, anche col moroso, che aveva finito di lavorare alle 22.00 .. por fiò. Ovviamente ci siamo strafogati di schifezze come patatine al bacon e M&M's, rasentando il camionismo, come "gentilmente" ci fece notare Edo.
Il giorno seguente, invece, tutti al Lago Maggiore!!! Noi provole con autista (uomo di casa), siamo giunti in quei di Stresa, alla ricerca frenetica di un caspio di parcheggio. Dopodichè, salite su una barchetta, siamo andate alle varie isole: Isola Bella (con tanto di visita a Palazzo e Giardini) e Isola Madre (dai Giardini immààànsi). Bellissimo... anche perchè il tempo era a dir poco favoloso. Sosta per il pranzo e ritorno sulla terraferma, dove abbiamo fatto scorta di dolci tipici (yummy). La sera, Edo ci raggiunse a casa per una serata film.. nn ricordo cosa abbiamo guardato perchè mi sono addormentata dopo circa 10 minuti, addosso al mio moroso. Una volta sveglia, notai di non essere stata l'unica: TUTTE LE PROVOLE SI ERANO ADDORMITE A MO' DI DOMINO!!! E povero il mio amore che, rimasto l'unico sveglio, cercava di nn ridere troppo forte alle battute del film.. tenerooo!
Domenica, ci siamo svegliate tutte talmente "presto".. che la mattinata è andata, tra una ciciarata e un'altra ;) Ma, la mamma preparò gli gnocchi di pane.. guduriaaa!
Pomeriggio siamo andate a Vittuone, per la Fiera (di cosa nn saprei, forse di Primavera): la Lolle dimostrò la propria bravura a sparare alle lattine vincendo STRACCHINO (un panda di peluche) e all together la nostra fognataggine facendoci fuori una frittella, uno zucchero filato e un panino con la salamella.. gosh! Prima di tornare a casa, potevamo evitare un giretto al Destriero?? Eh, no che nn potevamo. Anche se abbiamo rischiato di nn beccare il moroso che era in pausa, ma fortunatamente la Lolle doveva comprare un libro, così siamo riuscite a salutarlo.. finalmente l'ho visto in divisa ;)
Purtroppo, poi ci fu il momento degli addii.. sobsobsob.. partimmo alla volta di Cesano Boscone e ci approvolammo un po' tristemente.
Ma.. ovviously, ci sarà un'altra approvolata, presto prestissimo (spero)!
PS: Provolette, ho scoperto che vogliono abolire il Palio degli Asinelli.. NUUUOOO! Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi "I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sé stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi bugie. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero." ℓα נυℓz Can we climb this mountain? I don't know Higher now than ever before I know we can make it if we take it slow Let's take it easyStephenie Meyer, Twilight "Il signor Banner firmò il modulo e mi diede un libro, senza perdersi in presentazioni. Sentivo che saremmo andati molto d'accordo. Ovviamente, non avendo scelta, mi fece sedere nell'unico posto libero, al centro dell'aula. Tenni basso lo sguardo, mentre mi accomodavo vicino a lui, ancora scossa dall'occhiata ostile di poco prima. Non osavo guardarlo, mentre sistemavo il libro sul tavolo e mi mettevo a sedere, ma con la coda dell'occhio lo vidi cambiare posizione. Si stava allontanando da me, seduto sul bordo della sedia e voltato dall'altra parte, come per evitare una tremenda puzza. Senza farmi notare, mi annusai i capelli. Profumavano di fragola, come il mio shampoo preferito. Come odore mi sembrava piuttosto innocente. Lasciai cadere i capelli sulla mia spalla destra, a chiudere il sipario tra di noi, e cercai di prestare attenzione all'insegnante.
Purtroppo la lezione era sull'anatomia cellulare, un argomento che avevo già studiato. In ogni caso presi appunti, senza staccare gli occhi dal quaderno.
Non potevo trattenermi dallo sbirciare di tanto in tanto, attraverso la ciocca di capelli, verso lo strano ragazzo che mi era seduto accanto. Non si rilassò nemmeno per un istante durante l'intera lezione e rimase rigido, sull'orlo della sedia, il più lontano possibile da me. Riuscivo a vedere il pugno chiuso appoggiato sulla gamba sinistra, i tendini in tensione sotto la pelle pallida. Non riusciva a rilassare neanche quelli. Teneva le maniche della camicia bianca arrotolate fino al gomito, e l'avambraccio che ne spuntava era sorprendentemente sodo e muscoloso. Non era affatto smilzo come mi era sembrato accanto al fratello corpulento." |
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